Lettera del lunedì – 21 ottobre

A tutti i nostri allievi/e,

alle loro famiglie

e ai docenti e formatori

Torino, 21 ottobre 2019

Buongiorno carissimi!

Siamo affascinati da ciò che è straordinario: il modo di fare goal e di andare via con eleganza tra più giocatori; la grinta e la forza coinvolgente di un cantante sul palco; quel vestito che mi ha fatto sognare e il poter entrare in quel locale esclusivo; il fatto di possedere o di aver fatto qualcosa che gli altri non hanno… Credo che a rendere così affascinante lo straordinario sia il senso di unicità e di originalità che lo accompagna. Il pensare che, di fronte ad una certa situazione e in modo inequivocabile, finalmente tutti dovranno riconoscermi, cioè prendere atto che sono veramente una persona speciale, e non uno qualunque, uno tra gli altri.

Eppure ci sono fatti non straordinari che ci toccano, che ci segnano per la vita. Fatti che, accostati con superficialità, direi guardati dall’alto verso il basso, facilmente sono catalogati come banali e insignificanti. Mi ha colpito il racconto di Francesca.

È ex-allieva dell’Agnelli. Finito il liceo tradizionale si è iscritta all’università di medicina. Nel 2016 è andata in Ghana, stato dell’Africa occidentale, per vivere l’esperienza del volontariato missionario. Di quella esperienza ha un ricordo speciale. «Un giorno di agosto, poco prima del pranzo, che per noi era ben preparato, si è avvicinato un bambino. Veniva ogni giorno al cento estivo, era uno degli ultimi giorni. Aveva solo una caramella. Era il suo pranzo, doveva bastargli per tutta la giornata. Mi tiene la mano e vuole che stia con lui, in quel momento in cui tutti i bambini vanno dalle loro famiglie. E pur di farmi rimanere, lui, vestito con le magliette portate dalle missioni precedenti, ha un solo modo per trattenermi: donarmi tutto ciò che ha. Mi ha dato la sua caramella. Mi ha sorpreso. Non me l’aspettavo. Ho pensato a tutte le volte che ho fatto fatica a condividere le mie cose. A donare me stessa».

Una caramella. Tutto quello che aveva per quel giorno. Ognuno faccia il conto di quante caramelle e di quante cose noi mangiamo ogni giorno. Di quanto cose abbiamo. Di quante siamo circondati. Ci costa condividerle? Donarle? Le offriamo volentieri come gesto di riconoscenza, di amicizia, di aiuto?

Non c’è nulla di straordinario in una caramella in mano a un bambino del Ghana nel mese di agosto. Niente che possa attirare l’attenzione della TV e dei social, dei potenti e dei ricchi del mondo. Nulla di così grande da essere riportato nei libri di storia e di così speciale da farne la sceneggiatura di un film. Eppure Francesca di quel mese passato in Ghana ricorda proprio quella caramella, il gesto di quel bimbo. Il volto, gli occhi, il sorriso. Per fare qualcosa di straordinario ci vuole proprio poco. Anche tu puoi: le semplici cose di ogni giorno fatte con il cuore.

Così ha scritto Papa Francesco nel messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2019: «Nessuno è così povero da non poter dare ciò che ha, ma prima ancora ciò che è».

Nulla di più straordinario!

Don Claudio Belfiore

Direttore

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