A tutti i nostri allievi/e,

alle loro famiglie

e ai docenti e formatori

Torino, 25 maggio 2020

Buongiorno!

L’ultima notte prima dell’ingresso di Giovanni Bosco nel seminario di Chieri, nell’umile casetta dei Becchi, mamma Margherita stava preparando il suo corredo. Scelse questo momento per una importante rivelazione, un segreto tra madre e figlio: «Giovanni mio, quando sei venuto al mondo ti ho affidato alla Madonna. Quando hai cominciato i tuoi studi ti ho raccomandato l’affidamento a questa nostra Madre. Ora ti raccomando di esserle tutto suo».

Il gesto dell’affidamento è gesto delicato e premuroso. Colui che affida considera prezioso e speciale quanto viene affidato, lo ritiene un tesoro di grande valore. In questi mesi abbiamo affidato al Signore persone care, a volte malati o defunti. Agli amici confidiamo qualcosa di noi, un segreto. È un gesto favolosamente umano, che ritroviamo nei momenti decisivi della nostra vita: nell’affidamento esprimiamo la nostra fragilità e allo stesso tempo la fiducia che qualcun altro ci possa sostenere, difendere, aiutare. E questo ci dà sicurezza, garanzia.

Affidare/affidarsi a qualcuno non ci esime dal fare la nostra parte. Non funziona che io prego, affido alla Madonna l’interrogazione, l’esame di maturità o di terza media, e poi non faccio nulla. No. Se mi affido al Signore e alla Madonna, insieme a questo bellissimo gesto di fiducia e di richiesta di aiuto, devo metterci tutto il mio impegno. Certo! Questa è la parte che ognuno di noi deve sempre fare. E allora a che serve affidarsi? D’istinto mi viene da rispondere: non serve! Non c’è un’utilità pratica e non garantisce il risultato, perché non è una bacchetta magica. Affidarsi è il gesto di chi non vive come un eroe triste e solitario. È un mettersi nelle mani di altri/Altri, certi di avere attorno persone che vogliono bene e sostengono.

In occasione della festa di Maria Ausiliatrice ho affidato a lei, Mamma di Gesù e Mamma nostra, questa fase di ripartenza della nostra vita personale e sociale. A Lei ho affidato le nostre famiglie e ciascuno di noi. A Lei ho affidato i progetti, le preoccupazioni e i lavori dei prossimi mesi per metterci nelle condizioni migliori in vista della riapertura della Scuola: la ristrutturazione di 7 nuove aule scolastiche, l’acquisto di 6 banchi di pneumatica e di una cella robotica per i laboratori dell’ITT, l’allestimento dei laboratori di informatica e di linguistica per Medie e Liceo, la sistemazione della sala studio delle prime medie. Faremo tanto, vogliamo essere pronti, ma sento il bisogno e il desiderio di affidare tutto alla Madonna. Come ci ha insegnato Don Bosco.

Buona settimana!

Don Claudio Belfiore

Direttore

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