A tutti i nostri allievi e allieve,

ai genitori

e ai docenti e formatori

Torino, 27 gennaio 2020

Carissimi ragazzi, ragazze e giovani,

ci sono eventi che non ci aspettiamo, così rapidi che non c’è il tempo di pensare e tantomeno di prepararsi. Fatti che chiedono vicinanza e delicatezza. Così è successo venerdì scorso, 24 gennaio. Il papà di due nostre allieve ha avuto un incidente sul lavoro ed è morto. Il distacco è accaduto rapidamente e senza preavviso. Neanche il tempo di un saluto, di un messaggio, di una parola, di un abbraccio. Ha portato la notizia la mamma delle nostre allieve: è venuta di persona a scuola e, pur toccata lei stessa nel profondo, ha sostenuto le figlie con la forza del suo affetto e della sua fede.

Ci stiamo preparando alla festa di Don Bosco, che vivremo con il lutto nel cuore, e mi è venuto spontaneo accostare quanto accaduto venerdì scorso al racconto che Don Bosco stesso ha fatto del tragico avvenimento che lo ha colpito all’età di due anni, e che lo avvicina al dolore e allo smarrimento di Rebecca ed Eleonora.

«Il mio amato padre, pieno di robustezza, sul fiore dell’età, animatissimo per dare educazione cristiana ai suoi figliuoli, un giorno, venuto dal lavoro a casa tutto molle di sudore, incautamente andò nella sotterranea e fredda cantina. In sulla sera si manifestò una violenta febbre foriera di non leggera costipazione. Tornò inutile ogni cura e in pochi giorni si trovò all’estremo di vita. Munito di tutti i conforti della religione, raccomandando a mia madre la confidenza in Dio, cessava di vivere nella buona età di anni 34, il 12 maggio 1817.

Non so che ne sia stato di me in quella luttuosa occorrenza; soltanto mi ricordo, ed è il primo fatto della vita di cui tengo memoria, che tutti uscivano dalla camera del defunto, ed io ci voleva assolutamente rimanere. “Vieni, Giovanni, vieni con me”, ripeteva mia madre. “Se non viene papà, non ci voglio venire”, risposi. “Povero figlio”, ripigliò mia madre, “vieni con me. Tu non hai più padre”. Ciò detto ruppe in forte pianto, mi prese per mano e mi portò fuori, mentre io piangeva perché mia madre piangeva. Giacché in quella età non poteva certamente comprendere che grande disgrazia sia la perdita del padre».

Siamo affettuosamente vicini a Rebecca ed Eleonora, alla loro mamma Floriana, ai nonni paterni e agli zii, e a tutte le persone che piangono la morte di papà Renato. Ci stringiamo a loro nella preghiera e li affidiamo al Signore e alla Madonna, perché diano loro consolazione e forza.

Caro Don Bosco, padre maestro e amico dei giovani, abbi cura di loro.

Don Claudio Belfiore

Direttore

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