Lettera del lunedì – 28 ottobre

A tutti i nostri allievi/e,

alle loro famiglie

e ai docenti e formatori

Torino, 28 ottobre 2019

Buongiorno!

Nel maggio del 1855 Torino formicolava di eccitazione. Cavour aveva deciso che il Piemonte mandasse un «corpo di spedizione militare» contro la Russia, a fianco di Francesi e Inglesi. Si radunavano in Piazza Castello e sfilavano i battaglioni in partenza per la Crimea. Anche i ragazzi dell’Oratorio andarono a vedere la sfilata. Domenico vide passare di corsa i bersaglieri con le piume al vento, tra il grandinare degli applausi. Vide rotolare sul selciato i cannoni affiancati dagli artiglieri in uniforme campale. Ma vide anche altro. Il traffico era stato deviato nelle strette vie laterali. Un cavallo che tirava un carro con cestoni di mele, era scivolato sulle pietre, e cadendo aveva rovesciato il carro. Le mele rosse e gialle rotolavano tra i piedi dei passanti. Il carrettiere, imbestialito, percuoteva il cavallo con il manico della frusta, e bestemmiava. Il cavallo si tirò su, le ceste di mele furono rimesse in ordine, ma il carrettiere continuava la sua litania di bestemmie. Allora Domenico gli andò vicino: «Scusi, mi potrebbe dire dov’è l’Oratorio di Don Bosco?». Davanti a quella faccetta pulita, l’omone smise di bestemmiare, e rispose: «Non conosco nessun Oratorio». A Domenico il cuore batteva forte mentre disse: «Allora, potreste farmi un altro favore?». «Sicuro. Vuoi due mele?». «No. Vorrei che quando siete arrabbiato non diceste bestemmie». L’omone lo guardò sorpreso, poi scoppiò a ridere: «Bravo! Hai ragione. Quando mi arrabbio sono più bestia del mio cavallo. Devo mordermi la lingua».

Inviati. È il tema di quest’ultima domenica dell’ottobre missionario. È una missione speciale, quella che ci viene affidata. Anche un po’ misteriosa: la nostra vita è ricca di intuizioni e segnali, indizi che vanno decodificati. Potrebbe apparire difficile e complicato, ma «nulla è impossibile a Dio», dice Gesù.

Papa Francesco commenta così il tema di questa settimana: «Non abbiate paura di andare e portare Cristo in ogni ambiente, fino alle periferie esistenziali, anche a chi sembra più lontano, più indifferente. Il Signore cerca tutti, vuole che tutti sentano il calore della sua misericordia e del suo amore». Il gesto di Domenico Savio ben si adatta a quanto dice il Papa. Non ha avuto paura, lui ragazzo di fronte ad un adulto imbestialito. E non ha fatto finta di niente. È intervenuto in una piazza, durante una manifestazione pubblica militare: la missione si realizza in ogni ambiente. Chi più lontano di uno che bestemmia? È una vera periferia esistenziale. Inoltre era ai margini anche di quello che stava accadendo in piazza. Domenico si avvicina con delicatezza, con rispetto, con misericordia. Ed è questo che cambia il cuore e l’umore del carrettiere imbestialito.

Anche tu, come Domenico Savio, sei un inviato speciale! Per prima cosa, ma non è l’unica di questa missione, fai in modo di frenare le bestemmie: le tue, se a volte ti capita, e quelle dei tuoi compagni, dei tuoi famigliari, di amici e conoscenti. Così come ha fatto Domenico: senza paura e con ferma delicatezza.

Don Claudio Belfiore

Direttore

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