A tutti i nostri allievi e allieve,

ai genitori

e ai docenti e formatori

Torino, 9 marzo 2020

Buongiorno, carissimi studenti.

Nel maggio 1884 don Bosco, che era a Roma per importanti incombenze, scrisse una lettera ai suoi giovani di Torino e iniziava così: «Miei carissimi figliuoli in Gesù Cristo, vicino o lontano io penso sempre a voi. Uno solo è il mio desiderio, quello di vedervi felici nel tempo e nell’eternità».

È già troppo tempo che non ci siete. Senza di voi cortili, aule, corridoi, saloni sono tristemente vuoti e silenziosi. E anche se lontani, noi salesiani, docenti e formatori vi pensiamo e preghiamo per voi. E ricordiamo tutti quelli che stanno peggio di noi. E scusate se oggi la lettera è un po’ più lunga del solito… ma avete il tempo per leggerla.

Sono passati 16 giorni da quando abbiamo sospeso le lezioni per il carnevale. E di lì a poco siamo entrati in un vortice da cui vorremmo già essere usciti. Ma non è ancora giunto il mo- mento di tirare un sospiro di sollievo. Questo è il tempo non della paura, ma della prudenza e della prevenzione. È da evitare il comportamento un po’ presuntuoso e un po’ sbruffone di chi si sente estraneo a quello che sta capitando. Il mio e il tuo comportamento (luoghi e persone che frequentiamo, pratiche igienizzanti, spostamenti sui mezzi pubblici e uscite) riguardano tutti e può diventare pericoloso per le persone che incontriamo, familiari ed estranei. A tutti noi è richiesto un comportamento che si ispiri alla prudenza e alla prevenzione delle scelte che ognuno dovrà fare: uscire di casa il meno possibile, evitare i luoghi affollati e i contatti fisici, tenere la distanza di almeno un metro, lavarsi spesso le mani… Sono indicazioni pubblicate e pubblicizzate ovunque. Non dimenticarle.

Il recente decreto del Presidente del Consiglio evidenzia la gravità della situazione. Se vogliamo tentare di porre finire a questo continuo e crescente contagio, dobbiamo impegnarci tutti per quel che ci compete, e non solo pretendere che facciano gli altri. Qualcuno banalizza e ridicolizza i comportamenti indicati, eppure ci vuole così poco a mostrare senso di responsabilità e senso civico. Lo dobbiamo ai medici e al personale sanitario, che ogni giorno rischia la propria vita per tenere in vita e curare le persone infette. Lo dobbiamo alle persone anziane, ai nostri nonni, i più a rischio in questa situazione. Lo dobbiamo al nostro Paese, che non può permettersi di rimanere in stallo per mesi e mesi, solo perché qualcuno, irresponsabilmente, ha sottovalutato le misure preventive adottate. Cari studenti, lo dovete ai vostri genitori, che sono preoccupati per voi e per il vostro futuro.

E proprio pensando al vostro futuro, affronto ora il tema della didattica. La struttura scuola è chiusa, ma non le lezioni scolastiche. Già a partire dallo scorso lunedì 2 marzo i docenti si sono attivati per riprendere l’attività didattica. Con loro ci siamo ritrovati più di una volta, per orga- nizzare il lavoro (e molti di voi se ne sono già accorti!) e pensare come offrirvi il meglio in questa situazione anomala e inaspettata. Abbiamo pensato a come fare scuola in modo diverso. Gli strumenti ci sono, siamo nella condizione di potercela fare. Perché il nostro desiderio è ancora quello di don Bosco: vedervi felici nel tempo e nell’eternità. E questo passa attraverso il rag- giungimento degli obiettivi formativi e scolastici di quest’anno.

Come hanno scritto i presidi, lo strumento principale di comunicazione è il registro elettronico. Ne sono stati affiancati altri e probabilmente altri ancora verranno segnalati.

In tutto questo però c’è una grande novità, che forse avrai già notato, ma che tengo a evidenziare. Ed è fondamentale. In questa fase di didattica a distanza si farà maggior utilizzo di materiali video, piattaforme didattiche, nuove modalità comunicative, con l’uso costante di computer, tablet e smartphone. E sono una grande risorsa, aiutano veramente tanto. Ma la vera novità della didattica a distanza è che il protagonista sei tu. Non c’è la campanella a scandire le ore scolastiche, così come non ci sono i due tempi di studio al pomeriggio. Hai tutto giornate intere a tua disposizione. Ma nulla avverrà se tu non lo vuoi, se tu non ti organizzi, se tu non farai in modo di “stare sul pezzo”. Il registro elettronico è un riferimento, ma sarai tu a dettare i tempi di lavoro e a scegliere le materie. Segna sul tuo diario i tuoi tempi di studio e di approfondimento, così potrai tenere d’occhio se ti stai dimenticando qualche materia, se ci sono argomenti che rimangono indietro e consegne che stanno arrivando a scadenza. Organizza i tuoi tempi di lavoro del mattino, del pomeriggio e della sera, senza dimenticare i tempi di pausa e di distensione. Il regista della didattica a distanza sei tu. I docenti produrranno materiali, tro- veranno il modo di accompagnarti e ti daranno tempi di consegna e di verifica. Ma sarai tu a confezionare e arricchire il tuo apprendimento, le tue conoscenze, le tue abilità.

Ho sempre sognato che tu un giorno potessi mettere a frutto le tue capacità organizzative e il tuo senso di responsabilità. Questo momento è arrivato, certo non come avrei sperato e desi- derato, ma a volte sono gli imprevisti a dettare i passi del progresso. Sono convinto che sei in grado di trasformare questa emergenza in opportunità e tirare fuori da te il meglio che sei. Non sarai da solo. I tuoi docenti sono al tuo fianco… a distanza.

Avanti! Spirito di iniziativa e creatività: hai a disposizione tanti strumenti per imparare. E non dimenticarti quella sana allegria, che don Bosco ci insegna è frutto dell’amicizia con il Si- gnore e del dovere ben fatto. Cielo e terra si incontrano in te, quando vivi e agisci bene. E questa è felicità pura.

Buona settimana!

Don Claudio Belfiore

Direttore

Recent Posts