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Torino chiama Gent: diario di un Erasmus salesiano nel cuore delle Fiandre

Che cosa succede quando due docenti di una scuola salesiana di Torino vengono “catapultati” per una settimana nelle Fiandre? Dal 24 al 28 novembre, abbiamo avuto l’opportunità di vivere un’esperienza di Job Shadowing (osservazione sul lavoro) nell’ambito del progetto Erasmus+, ospiti di due realtà d’eccellenza a Gent, in Belgio: il Campus Sint-Pieters e la scuola Don Bosco Zwijnaarde. Non siamo stati semplici spettatori: abbiamo vissuto la scuola a 360 gradi, soggiornando direttamente nell’Internaat (lo studentato) del campus e immergendoci nella vita quotidiana dei nostri colleghi belgi.

Una scuola diversa?

Fin dal primo giorno, le differenze ci hanno colpito. Immaginate di fare lezione di inglese in una suggestiva ex-cappella con vetrate colorate trasformata in biblioteca, o di vedere studenti di 11 anni tradurre le prime frasi di Latino (il mito di Teseo e Arianna!) direttamente sui loro tablet, inviando le risposte in tempo reale alla lavagna interattiva della prof.ssa Leen Suetens.

Abbiamo trovato un sistema scolastico che punta tutto sull‘autonomia. Qui il professore scende dalla cattedra e diventa un “coach”: gira tra i banchi, assegna lavori di ricerca e lascia che i ragazzi sperimentino. 

Tecnologia e Innovazione

La tappa alla scuola Don Bosco Zwijnaarde ci ha proiettato nel futuro. Una scuola dove ogni studente ha il suo dispositivo e dove la tecnologia non è un accessorio, ma il pane quotidiano. Abbiamo visto come piattaforme avanzate (Smartschool, LessonUp) permettano di personalizzare l’apprendimento, anche se – come abbiamo riflettuto con la coordinatrice ICT Stephanie Verplaetse – il tablet è uno strumento potente, ma non sostituisce mai la relazione educativa.

Il confronto

C’è stato spazio anche per dibattiti appassionanti. In una classe dell’ultimo anno, seduti in cerchio con gli studenti, abbiamo parlato di filosofia, di etica e di come vivono la scuola. È emerso un quadro affascinante: da un lato il sistema belga è all’avanguardia per strutture (campi da calcio, sale relax per docenti, biblioteche sempre aperte) e pragmatismo, dall’altro fornisce comunque agli studenti la stessa profondità e lo stesso spirito critico che cerchiamo di trasmettere nelle nostre aule in Italia.

Un linguaggio universale

Venerdì, salutando il Direttore Pedagogico Mr. Pieter Schepens, abbiamo portato a casa una valigia piena di idee. L’Erasmus non è solo viaggiare, è “rubare con gli occhi” le pratiche migliori per far crescere la nostra scuola. Torniamo a Torino con nuovi spunti digitali, ma anche con la consapevolezza che il carisma di Don Bosco, pur con sfumature culturali diverse, resta un linguaggio universale che unisce l’Europa.

Prof. Alessandro Antonioli

Prof.ssa Alessia Ghio