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Lettera del direttore alle famiglie – Ottobre 2026

Lettera del Direttore della Casa ai genitori N. 2

Gent.mi genitori,

innanzitutto ringrazio tutti coloro che hanno potuto partecipare al “Partyinsieme” di sabato scorso: è stata proprio una bella festa di famiglia e abbiamo affidato al Signore tutti i ragazzi e le ragazze che frequentano i diversi ambiti della nostra bella Casa salesiana dell’Agnelli.

In questa seconda lettera, vi offro una riflessione del dott. Stefano Vicari, primario di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale “Bambino Gesù” di Roma che ho anche invitato per l’ultimo incontro delle Tavole Educative (speriamo in un suo sì):

Comincia quasi sempre con un gesto d’amore. Un bambino non riesce ad allacciarsi le scarpe e il padre lo fa al posto suo, perché si è fatto tardi. Dimentica il quaderno e la madre corre a portarglielo a scuola. Litiga con un compagno e i genitori intervengono subito, perché non soffra. Poi quel bambino cresce, ma continua a essere accompagnato, protetto, sorvegliato. Niente autobus, niente bicicletta, pochi spostamenti in autonomia. Il telefono consente agli adulti di sapere sempre dove si trova. Ma proteggerlo da ogni errore rischia di impedirgli di scoprire quanto sia capace di cavarsela.

Il problema non è la cura, ma una cura che occupa tutto lo spazio, fino a sottrarlo all’esperienza. Tutti vorremmo risparmiare ai figli fatica, paura, errori e delusioni.
Eppure crescere significa affrontare l’imprevisto, accettando che non tutto possa essere controllato. Vuol dire assumersi responsabilità, compiere scelte e sperimentare, poco alla volta, la propria autonomia. Per diventare autonomi serve allenamento.

Non si può aspettare l’adolescenza per concedere nuove libertà e pretendere che un ragazzo, una ragazza sappia improvvisamente cavarsela. La responsabilità si costruisce prima: vestirsi, riordinare la stanza, contribuire alle faccende domestiche, preparare lo zaino; poi fare una commissione, raggiungere un amico, prendere un mezzo pubblico, gestire qualche risparmio e organizzare il proprio tempo. Non esiste un’età giusta per tutti. Contano la maturità, il contesto familiare, la sicurezza dei luoghi e le competenze acquisite, ma il principio dovrebbe restare lo stesso. Ciò che un figlio è in grado di fare non dovrebbe essere fatto da un adulto al suo posto.

Educare, come insegna Maria Montessori, significa aiutare un bambino a fare da solo. Prima gli mostro come si fa, poi lo facciamo insieme, infine lo lascio provare. Non scompaio e non lo abbandono. Rimango abbastanza vicino perché possa chiedere aiuto, abbastanza lontano perché scopra di non averne bisogno. Lasciare fare richiede tempo e pazienza. Un bambino che impara è più lento, può dimenticare qualcosa, sbagliare, sporcarsi o cadere. L’adulto potrebbe risolvere tutto in pochi minuti. Ma, intervenendo al suo posto, gli impedisce di provare, correggersi e trovare una soluzione. Esiste una differenza decisiva tra esporre un bambino a un pericolo e consentirgli un rischio proporzionato. Lasciarlo solo in una strada trafficata è da irresponsabili, oltre che pericoloso. Permettergli di precederci per un tratto conosciuto, dopo avergli insegnato ad attraversare, è un’esperienza di autonomia. Consentire a un ragazzo di prendere un autobus, dopo aver studiato insiemeil percorso, è educazione.Accettare un margine di rischio non significa essere incoscienti. Richiede, al contrario, di conoscere il proprio figlio, valutare il contesto e stabilireuno spazio di libertàadeguato alle sue capacità.Significa essere presentisenza occupare tutta la scena. La fiducia in sé non nasce perché gli adulti ripetono a un bambino che è capace ma perché egli sperimenta di poter affrontare un compito. Imparare a orientarsi, risolvere un contrattempo o tollerare una sconfitta produce una conoscenza di sé che nessuna rassicurazione può sostituire.


Negli ultimi decenni abbiamo organizzato e sorvegliato ogni momento dell’infanzia. Il gioco è diventato un’attività programmata, gli spostamenti sono quasi sempre mediati dall’automobile, persino le relazioni tra coetanei vengono monitorate. Lo smartphone ha rafforzato questa tendenza, permette di sapere dove sono i nostri figli e intervenire subito. Possiamo sapere dove si trovano, ma questo non insegna loro a trovare la strada. Il punto non è riproporre l’infanzia o l’adolescenza di qualche decennio fa. Non tutte le strade sono sicure e non tutti i bambini e ragazzi possiedono le stesse competenze. Un minore con disabilità, difficoltà attentive o vulnerabilità emotiva può aver bisogno di tempi e forme di supervisione differenti. Autonomia significa individuare, per ciascuno, il passo successivo possibile. Il problema nasce quando quel passo non viene cercato e l’aiuto diventa sostituzione, la prudenza immobilità e la supervisione non si riduce dopo che il figlio ha mostrato competenze adeguate. Dovremmo allora porci una domanda concreta: che cosa è pronto a fare oggi mio figlio che ieri non sapeva fare? Non che cosa posso controllare meglio, ma quale nuova responsabilità posso affidargli. Educare non significa tenere i figli al riparo dalla vita in attesa che diventino grandi. Significa permettere loro di incontrarla, poco alla volta. La protezione necessaria cambia nel tempo: all’inizio contiene, poi accompagna, infine lascia spazio. Non possiamo impedire che, prima o poi, i nostri figli cadano. Possiamo però insegnare loro a scegliere dove mettere i piedi, a rialzarsi e a capire quando è il momento di chiedere aiuto
.

Le Tavole educative sono la proposta di formazione legata al ruolo genitoriale. Il tema dell’anno sarà quello di aiutare i figli a crescere nel senso di autonomia e di fiducia in sè, anche nella gestione della propria ansia. In più la Casa offre a tutti i genitori due ritiri spirituali annuali per sostenere il cammino di fede. Nella scuola Media sono proposti ulteriori percorsi “Genitori in cammino” e gli incontri con don Gianmaria, l’animatore dei ritiri in Avvento e Quaresima.

Torino, 01 ottobre 2026

Don Enrico

PROPOSTE DI FORMAZIONE PER TUTTI I GENITORI DELL’OPERA

TAVOLE EDUCATIVE

Martedì 10 novembre ore 18,00 – 19,30
Martedì 19 gennaio ore 18,00 – 19,30
Martedì 6 aprile ore 18,00 – 19,30 – Questa data è da confermare

RITIRI SPIRITUALI

Domenica 13 dicembre ore 9,45 – 12,30 Domenica 14 marzo ore 9,45 – 12,30

Altri incontri di formazione riguardanti i settori specifici dell’Opera verranno comunicati separatamente. Intanto prendete nota degli appuntamenti di cui sopra