Nelle scorse settimane, le classi 4LA e 4LB hanno affrontato un delicato ma fondamentale percorso di educazione civica incentrato sulla prevenzione della violenza di genere. Il progetto ha preso il via con l’incontro curato da Roadto50%, associazione paneuropea che lavora per sviluppare strategie per il riequilibrio di genere. I ragazzi hanno partecipato a un laboratorio legato a Mezzi per tuttə, una campagna nata per contrastare le molestie e le violenze sessuali sui mezzi di trasporto pubblico. L’obiettivo è stato fornire agli studenti strumenti concreti di prevenzione, insegnando loro a riconoscere le situazioni di pericolo e a reagire in modo consapevole.
La classe 4LA ha poi approfondito il tema con due incontri tenuti da Monica Zema, edducatrice professionale e operatrice antiviolenza con esperienza nelle case rifugio. Con lei, gli allievi hanno analizzato le dinamiche relazionali che portano al ciclo della violenza , decostruendo il falso mito del “raptus” improvviso. Hanno esplorato la complessa rete di ostacoli che impedisce a molte donne di denunciare, dalla dipendenza economica alla paura , comprendendo l’importanza del supporto offerto dalla rete dei Centri Antiviolenza. Il percorso si è concluso con l’analisi della drammatica storia di Beatrice Fraschini, raccontata nel vodcast di Sky TG24 “Un avvertimento prima di iniziare” condotto da Pablo Trincia. La visione della sua testimonianza ha permesso agli studenti di confrontarsi con una realtà cruda, riflettendo non solo sulle ferite fisiche e psicologiche, ma anche sulle difficoltà che si incontrano a livello istituzionale e legale dopo aver trovato il coraggio di fuggire e denunciare.
Accompagnare i ragazzi nella loro crescita significa aiutarli a guardare la realtà con consapevolezza, dando loro gli strumenti per non voltarsi mai dall’altra parte.




